Leonora Carrington: Caballos (1941)

Leonora Carrington: Caballos (1941)

Leonora Carrington costruito da sé universo psichico radicato nel mito personale, nel folklore celtico, nell'alchimia e nella ribellione. Questo dipinto è una vivida espressione del suo linguaggio visivo profondamente simbolico: selvaggio, onirico e senza compromessi.

Entriamo nel vivo:


Leonora Carrington, “Caballos”, 1941. Olio su tela, 66,5 x 81 cm. Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma, Italia

🐎 Immagini centrali: I cavalli

Al centro della composizione ci sono due cavalli impennati, impegnato in un movimento quasi ballettistico:

  • Uno è bianco e nero (come un pinto), dalla forma esagerata e stranamente rigido.
  • L'altro è dorato con un telo verde o una figura drappeggiata sulla schiena — forse un donna mutaforma (un motivo comune a Carrington) o uno spirito.

Cosa rappresentano?

  • Libertà e trasformazionePer Carrington, i cavalli erano un simbolo fondamentale di liberazione personale, soprattutto dai vincoli patriarcali e artistici.
  • Psiche interiore in conflitto o armonia: I due cavalli potrebbero rappresentare dualità — ragione e istinto, conscio e inconscio, o corpo e spirito — che interagiscono, lottano o si fondono.
  • Potere femminileA differenza del ruolo tradizionale dei cavalli come nobili destrieri o simboli dominati dagli uomini, i cavalli di Carrington sono spesso selvaggia, femminile, caparbia, e intimamente legata alla sua identità.

🏞 Il paesaggio

Il terreno è surreale — un paesaggio da sogno desertico, rosso-rosato con acqua blu e cime delle montagne in sottofondo.

  • Ricorda geografie mitiche o ultraterrene, slegata dallo spazio reale. Carrington non dipingeva un luogo, dipingeva un stato mentale o spirituale.
  • Il montagne in fiamme o fumanti sul retro suggeriscono volatilità, trasformazione e alchimia spirituale.
  • Il acqua separare lo sfondo dal primo piano può simboleggiare un soglia o regno inconscio.

🏰 Architettura e ombre

Sulla destra vediamo strane rovine o strutture, forse un'antica città, un monastero o un palazzo da sogno. All'interno e all'esterno di queste strutture ci sono altri cavalli, persone e interazioni ambigue:

  • Un cavallo nero proietta un'ombra simile a quella di un essere umano. ombra sul muro — suggerendo mutaforma o identità nascosta.
  • Una figura in piedi nelle vicinanze è nell'ombra, potenzialmente osservando o convocazione.

Interpretazioni simboliche:

  • Soglie dell'identità: Le pareti, gli archi e le ombre nelle opere di Carrington rappresentano spesso passaggi tra stati dell'essere, o tra il sé visibile e invisibile.
  • Teatro surrealeCome un sogno messo in scena, questi spazi sembrano sospesi tra passato e futuro, realtà e immaginazione.

🧙‍♀️ La mitologia personale di Carrington

Dipinto nel 1941, dopo che Carrington era fuggita Europa in tempo di guerra e si stava riprendendo da un esaurimento nervoso, Caballos può essere interpretato come un dipinto di guarigione psichica e resistenza:

  • I cavalli erano i suoi alter ego: potente, indomito, selvaggio.
  • Il presenza femminile avvolta nel verde potrebbe rappresentare la stessa Carrington, non mentre cavalca il cavallo, ma fuso con esso.

🎨 Linguaggio visivo e stile

  • La tavolozza è terrosa, fantastica e simbolica — rossi (sangue, terra), blu (profondità, emozione) e dorati (spirito, alchimia).
  • Le forme sono stilizzate, quasi ingenue, riflettendo logica onirica piuttosto che realismo.
  • L'atmosfera è teso e mistico, sospeso in un mondo senza tempo e senza trama.

🧩 Lettura finale

“Caballos” è un mito personale in movimento — una visione di mondi interiori dove le identità mutano, le creature si trasformano e il potere viene riconquistato. Carrington, come Fini, dipinge non per rappresentare il mondo esterno, ma per tracciare il terreno del sé — in particolare il sé femminile liberato dalle convenzioni.

In questo dipinto:

  • I cavalli sono non addomesticato — sono esseri sovrani.
  • L'architettura è non rifugio — è mistero e metafora.
  • Il mondo è non fisso — è in flusso alchemico costante.

È un sogno dal quale Carrington non ho mai voluto svegliarmi — e siamo fortunati a poterlo vedere.

Le immagini di questo articolo sono ispirate a
Leonora Carrington, “Caballos”, 1941. Olio su tela, 66,5 x 81 cm. Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma, Italia

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