1. Composizione e ambientazione
Due donne siedono su una delicata zattera di legno che galleggia in un vasto oceano immobile, isolata sotto un cielo dolcemente coperto. Non c'è terra in vista, non c'è alcun movimento evidente: solo una calma e inquietante immobilità.
Questo paesaggio marino minimale evoca:
- Esilio e deriva: Dipinta durante la Seconda Guerra Mondiale (periodo in cui la stessa Fini dovette fuggire dalla Francia occupata dai fascisti), la zattera diventa un simbolo di spostamento, sopravvivenza e isolamento.
- Senza tempo: L'atmosfera tranquilla e sospesa conferisce alla scena una qualità onirica e senza tempo, segno distintivo della visione surrealista di Fini.

2. Le due donne
Le figure sono atteggiate in un modo che ricorda la ritrattistica classica o rinascimentale - in bilico, dignitose, consapevoli di sé. Ma non sono passive.
- Doppi o alter ego? Potrebbero rappresentare aspetti diversi della stessa donna: una con i capelli bagnati, rilassata e passiva; l'altra asciutta, composta ed eretta, che suggerisce dualità emotiva, o la divisione tra vulnerabilità e resilienza.
- La compagnia in esilio: La loro vicinanza, ma la loro presenza individuale, suggerisce solidarietà femminile e l'intimità psichica tra donne che affrontano le avversità.
Fini ha spesso celebrato il potere indipendente e interiorità enigmatica delle donne, e qui dà loro dignità e complessità, anche alla deriva in acque incerte.

3. I tendaggi e i tessuti
- L'ornato tessuto floreale drappeggiato intorno alle donne risalta in modo vivido. È lussureggiante, decorativo e stranamente fuori luogo in questa arida ambientazione oceanica.
- Questo tessuto può rappresentare:
- Memoria o cultura: Un residuo di bellezza, civiltà o identità personale salvato in mezzo al caos.
- Sensualità e corpo: In contrasto con il mare piatto e la zattera di legno, il tessuto aggiunge consistenza, lusso e femminilità: un simbolo di ricchezza interiore anche nell'esilio fisico.
4. Gioielli sulla zattera
Vicino alla base della zattera sono sparsi piccoli gioielli o gingilli - probabilmente simboli di vite passate, mondi perduti o preziosi frammenti di sé.. Sembrano quasi offerte, o indizi di una narrazione dimenticata.
5. Temi più ampi
- Sopravvivenza e portamento: Nonostante la fragilità dell'ambiente, le donne sono composte, dignitose e solide, sfidando il vittimismo.
- Autonomia femminile: Anche in una natura selvaggia e surreale, le donne di Fini comandano la presenza, il pensiero e la forza.
- Mitologia interiore: Come in tutti i suoi lavori, la scena sembra un mito personale, un ritratto simbolico della sopravvivenza psicologica durante una crisi.
Conclusione
La zattera non è un viaggio da un luogo all'altro. Si tratta di un stato d'essere - sospesa tra passato e futuro, pericolo e sicurezza, vulnerabilità e compostezza. È un'allegoria di resistenza, identità e intimità femminile alla deriva in un mondo turbolento e inconoscibile, reso con la bellezza calma ed esigente che rende l'opera di Fini così potente e misteriosa.
Le immagini di questo articolo sono ispirate a
Leonor Fini, “Le Radeau”, 1940-43. Olio su tela, 73 x 92 cm. Cantone Ticino. Fondazione Monte Verità. Donazione di Eduard von der Heydt ©Ente Leonor Fini, Parigi

